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Il metodo per scrivere buoni articoli di blog in poco tempo

scrivere buoni articoli
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Scrivere buoni articoli in poco tempo non è qualcosa che sono sempre stata in grado di fare.

Non hai idea di quante volte mi sia trovata davanti ad un foglio bianco, da dover riempire di frasi che potessero esprimere il concetto che nel titolo promettevo di affrontare…e quante di quelle volte mi sono sentita persa e senza idee.

Avrei dovuto scrivere un determinato articolo magari in un ora e mezza e, proprio quando il mio tempo era limitato, lo erano anche le mie idee.

Per anni il mio lavoro è stato proprio quello di scrivere articoli per i blog di piccole medie imprese che volevano farsi strada sul web. Svolgevo questo lavoro come freelance e in pratica, più clienti avevo e più guadagnavo. L’altra faccia della medaglia era che più clienti avevo…e più dovevo scrivere bene e veloce!

Ecco quindi che con il tempo ho trovato un mio equilibrio per scrivere buoni articoli in poco tempo. Non che la sensazione di vuoto non si presenti mai…certamente si presenta, ma anche quando si presenta, questo metodo non mi lascia mai a piedi.


Ho troppo poco tempo per scrivere buoni articoli e stare dietro ad un blog.

“Non apro un blog perché mi serve troppo tempo per creare gli articoli e non posso dedicarmi a questa attività”.

Questa è una frase che ho sentito spesso e chi la pronuncia, molte volte lo fa più per partito preso, che per un’effettiva analisi della situazione.

Oggi chiunque voglia farsi strada nel web o grazie al web, ha bisogno di creare contenuti di valore.

Se un tempo bastava aprire un sito e dire: “vendo cose” per far sì che la gente le comprasse, oggi aprire un sito web è la minima parte del lavoro che deve essere fatto per far decollare la propria attività.

Questo perché, grazie ad internet, viviamo nell’era della sovrainformazione e nell’era della delle illimitate possibilità di scelta.

Quindi, se hai deciso di usare anche tu internet per far crescere la tua attività o il tuo progetto, hai bisogno di essere presente con il tuo messaggio e con i tuoi contenuti di valore, in maniera efficace e consistente. Altrimenti il rischio è quello di “non esistere” per tutte quelle persone che potrebbero essere i tuoi potenziali clienti.

E allora, appurato che per far decollare la tua attività grazie ad internet hai bisogno di creare contenuti, siamo proprio sicuri che scrivere un buon articolo, sia più dispendioso in termini di tempo ed energie rispetto al creare un video, al creare un podcast o al creare costantemente delle storie su Instagram?

Non dico questo per demonizzare quest’altre forme di contenuti…assolutamente no! Lo dico per sottolineare che non importa il formato di pubblicazione che scegli (video, audio o scritto), quello che importa, se davvero vuoi farti strada con internet, è creare contenuti di valore da offrire al tuo pubblico potenziale.

Quindi, la cosa da fare è semplicemente scegliere la giusta tipologia di contenuto, quella con cui ti senti maggiormente in affinità (video, articoli, podcast), ed assicurarti di sapere come creare contenuti di qualità, in maniera costante.

Una volta stabilito questo, sei pronto per passare all’operatività. E adesso, ti mostro il metodo grazie al quale ho raggiunto un buon equilibrio per produrre i mei contenuti.

Questo metodo si compone di quattro fasi + una…e te le voglio spiegare nell’esatta sequenza in cui le adotto per semplificarmi la vita.

Precisazione: io lo utilizzo in relazione alla scrittura degli articoli. Diciamo che in linea generale può essere utilizzato anche per le altre forme di contenuto, con qualche passaggio in più o in meno a seconda della situazione.

Iniziamo con la prima fase.


Per scrivere buoni articoli in poco tempo, faccio ricerca

Questa è la prima fase potenzialmente utile da affrontare per assicurarsi di scrivere buoni articoli. È anche quella però che non sempre adotto: dipende dall’argomento che devo affrontare o da quanto sono ispirata e preparata al riguardo.

Dì certo la adottavo quasi sempre quando dovevo scrivere per i miei clienti. Questo perché non essendo “tuttologa”, non potevo conoscere per filo e per segno tutti gli argomenti che dovevo trattare.

Ed ecco che, una volta deciso il soggetto del contenuto (e questo lo stabilivo in base ad una pianificazione ed un calendario editoriale), la ricerca spesso si rivelava un tassello fondamentale per fare un buon lavoro.

La ricerca però, rischia anche di portarti a perdere tempo…e per questo adotto tre regole ferree per impedire che succeda:

  • Stabilire un tempo. Internet è dispersivo, non c’è niente da fare. Quando entri nel mare dei contenuti digitali è veramente facile perdersi e perdere l’orientamento. Immaginati quando dovevo scrivere articoli a tema beauty….un disastro! Perdersi era un attimo. Ecco quindi che impostare un timer (va benissimo anche il cronometro del cellulare) con 20/30 minuti al massimo per la tua ricerca (sempre se necessaria),si rivela vitale. Sentire la “pressione” del tempo che scorre e del timer che sta per suonare, ti aiuta a non andare dietro alla voglia di esplorare tutti quei possibili contenuti interessanti ma che non sono parte della tua ricerca.
  • Salvare i link utili. Questo aiuta, perché durante la ricerca non dovresti e non potresti leggere attentamente tutti i contenuti che incontri e che in qualche modo potrebbero essere pertinenti all’argomento che intendi trattare. Quello che farai sarà dare un’occhiata e prendere degli spunti. Se poi avrai bisogno di rivedere quei contenuti, salvarli da qualche parte ti sarà utile.
  • Una volta finito, uscire da internet. Questo è super importante! Una volta che finisci la tua ricerca, basta! Chiudi tutto e raccogli le idee, altrimenti rischierai di fare più confusione che ordine. E soprattutto, il tuo articolo deve essere il tuo e di nessun altro. Le informazioni che tratterai, soprattutto se non sono opinioni personali, ma dati tecnici o relativi al tuo mestiere, potrebbero anche essere grossomodo le stesse che un altro professionista potrebbe aver deciso di trattare. Ma quello che è importante e che fa la differenza, è come tu li trasmetti. La personalità che infondi nel contenuto stesso e come lo rendi perfetto per il tuo pubblico. Ecco perché è importante chiudere la ricerca ed elaborare bene le informazioni per renderle proprie, prima di andare avanti.

Una volta finita questa fase, che ti ripeto non è sempre necessaria, si può passare alla successiva.


Fase due: scarica le idee

Una volta fatto il lavoro di ricerca e di raccolta dei pensieri, apro un documento di word, proprio in virtù del fatto che non voglio distrazioni…ed imposto un nuovo timer. Se davvero si vuole stare in tempi ristretti il timer, per quanto fastidioso possa essere, è utilissimo.

Dicevo…imposto un timer con circa 30/40 minuti di tempo a seconda della mia previsione ed inizio a buttare giù di getto tutte le idee che mi sono venute in merito all’argomento in questione. Di solito le scrivo proprio come se le stessi parlando e mi stessi rivolgendo ad una persona. Butto giù queste idee senza preoccuparmi dell’italiano, delle forme grammaticali, dei tempi dei verbi…e niente di tutto questo.

Scrivo e basta, cercando di mantenere un focus ben chiaro sull’argomento.

E ti posso assicurare che in mezz’ora…di cose se ne scrivono! Una volta scaduto il tempo e scaricate le prime idee, mi stacco. Di solito bevo una tisana o magari faccio qualcosa di diverso. Certe volte addirittura esco per comprare due cose al minimarket sotto casa (noi donne siamo sempre multitasking). Staccare serve a me perché appunto sento la necessità di distrarmi un attimo, ma serve anche per fare reset e guardare quello che ho scritto con occhi nuovi e passare quindi alla fase successiva: la rifinitura.

Praticamente si può dire che alla fine di questa fase…il grosso del lavoro sia fatto.


Passo alla fase tre: aggiungi, togli e riposiziona.

Proprio così…questa fase mi serve appunto per rileggere il testo velocemente e correggere gli errori più evidenti. Una volta ricorretti gli errori che il correttore automatico mi mostra, verifico che i tempi dei verbi siano corretti e che tutto il discorso fili.

Fatto questo lavoro di correzione di bozze, che è il primo ma non l’ultimo, vado ad ampliare dove necessario i concetti che volevo esprimere, togliendo quelli che non sono realmente importanti od opportuni in quel contesto. Poi vado a riposizionare i vari passaggi, perché nel buttare giù di getto tutte le tue idee su un determinato argomento, spesso capita di “scrivere prima” un qualcosa che dovrebbe essere “inserito dopo”…e viceversa.

Un’altra cosa che faccio in questa fase è suddividere in paragrafi ed aggiungere i vari sottotitoli.  

Ci può volere più o meno tempo, questo dipende da quanto è lungo il pezzo, ma diciamo che per un articolo di circa mille parole possono servire dai 20 ai 30 minuti anche per questo passaggio.

Ultimato questo step, passo alla fase successiva.


Fase quattro: correzione.

Prima di pubblicare un contenuto è sempre buona regola ricontrollarlo. Non mandare mai fuori un contenuto senza prima averlo ricontrollato.

Non sto dicendo che sarà sempre perfetto, ma se lo fai potresti anche riuscire a pubblicare un testo senza errori…soprattutto se ti prendi il giusto tempo per controllarlo. Io spesso cerco di farlo il giorno dopo averlo scritto, così da avere la mente lucida a riguardo e riuscire ad essere più distaccata mentre lo rileggo. Il che mi aiuta a vedere meglio gli errori.

Considera che l’occhio è abituiato a correggere istintivamente le parole (se non ci credi, rileggi attentamente la parola “abituato” che ho appena scritto)…e quindi non è facilissimo vedere gli errori.

Un metodo semplice è quello di leggere il testo partendo dall’ultima parola ed andando a ritroso. Il fatto di leggere le parole singolarmente, svincolandole da un contesto, aiuta a notare gli errori di battitura. Pensa che la mia maestra delle elementari ci faceva usare questo trucchetto quando dovevamo correggere i temi…ed è lo stesso che viene utilizzato anche oggi dai copywriter.

…Era avanti la mia maestra 😂 !!

È stata lei infatti a trasmettermi questa passione per lo scrivere. Momento nostalgia a parte…questo è il passo da fare: rileggere attentamente il testo, anche più di una volta, prestando attenzione alle doppie, agli accenti, agli apostrofi e a tutto il resto.


Quinta fase: ottimizza

L’ottimizzazione SEO infatti è proprio l’ultima fase che vado ad affrontare, prima della pubblicazione vera e propria. A questo punto infatti non faccio altro che selezionare l’intero testo dal documento Word ed incollarlo nell’apposito spazio sul blog. Una volta incollato, vado ad assicurarmi di rispettare tutto quello che lo strumento SEO – nel mio caso Yost SEO– mi suggerisce per l’ottimizzazione.

E quindi nello specifico controllo:

  • Il numero di volte che la parola chiave appare nel testo.
  • Se la parola chiave è presente nel titolo e in alcuni sottotitoli
  • Link interni
  • Link esterni

…E tutto quello che, come ti divevo, Yoast SEO mi suggerisce.

Va da sé che la parola chiave debba essere stabilita in base ad una strategia e a delle ricerche fatte in relazione alle esigenze del nostro cliente ideale.

E proprio perché per creare una strategia di contenuti efficaci, conoscere il proprio cliente ideale è fondamentale. Infatti, tutto il primo modulo di Blog Booster (il mio corso online dedicato alla crescita di un blog), è totalmente imperniato attorno a queste informazioni e a questa pratica.

Una volta conclusa la fase di ottimizzazione, pubblico il contenuto o lo programmo in base al mio calendario editoriale.

Suddividendo il lavoro in queste cinque (a volte quattro) fasi, riesco a produrre dei contenuti piuttosto corposetti in breve tempo. Ad esempio, questo è un contenuto di 2.100 parole circa, che seguendo questa tecnica ho creato più o meno in un’ora e mezza.


Conclusioni: scrivere buoni articoli in poco tempo è possibile?

Direi di sì. Non solo è possibile…ma è vitale!

In pratica, creare dei contenuti di valore è assolutamente necessario per qualunque imprenditrice, libera professionista o aspirante tale, che voglia far crescere la propria attività grazie al web.

Per farti notare e trovare online devi infatti produrre un tot di contenuti…ma non solo. Questi contenuti devono anche essere di una certa qualità ed offrire reale valore, strategicamente studiato per “colpire” chi li trova.

Che siano video, audio o scritti, i contenuti di valore sono ciò che ti permetterà di far crescere la tua presenza online e la tua attività. Soprattutto all’inizio del cammino!

Io preferisco quelli scritti…e quindi creo degli articoli. E per farlo in maniera veloce, come ti ho spiegato mi attengo alle cinque fasi che abbiamo elencato sopra, che possiamo riassumere in:

  • Ricerca (solo quando necessario).
  • Scarico delle idee.
  • Aggiunte, tagli e riposizionamenti dei concetti.
  • Correzione.
  • Ottimizzazione SEO.

È chiaro che conoscere l’esatta struttura da seguire per creare un buon contenuto digitale è vitale. Così come sapere come strutturare un piano editoriale accurato. Questi sono infatti due passaggi che velocizzano drasticamente questi processi, massimizzandone i risultati.

Proprio per questo, chiunque desideri imparare tutto quello che c’è da sapere per creare e far crescere un blog di successo e quindi la propria presenza online, ho creato il corso Blog Booster, a cui puoi dare un’occhiata cliccando qui.

Bene. Detto questo, fammi sapere nei commenti se anche tu adotti già queste fasi o se ne adotti anche solo alcune. Se hai delle domande da farmi, come sempre ti aspetto nei commenti👇🏼 e, se non hai ancora un blog o una presenza online per la tua attività, spero di averti offerto spunti utili per decidere di crearla 😉.

A presto,

Nejua

#online marketing #corsi online #list building #mailing list
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7 commenti su “Il metodo per scrivere buoni articoli di blog in poco tempo”

  1. LeVeroRecensioni

    Articolo molto interessante. E’ tutto quello che faccio quando scrivo un nuovo articolo, a meno dell’ultima fase, perchè non ho ancora iniziato a ‘studiare’ la SEO. Sto già facendo un corso di WordPress di base ed inoltre leggo i tuoi articoli per gli aspetti un pò meno tecnici, per cui non voglio confondermi le idee. Piano piano 🙂

    1. Ciao e grazie mille!! Direi che la base è creare dei contenuti ben fatti, ben costruiti e pensati per il proprio cliente ideale. Questo è lo step fondamentale…senza il quale non otterresti risultati. Per il resto, la SEO è certamente fondamentale, ma senza la qualità e l’efficacia di un contenuto ben costruito e pensato per il giusto pubblico…serve a poco. Quindi dai..bene per adesso: appena ti sarà possibile implementa anche (almeno) le basi della SEO…e vedrai i risultati! 😉

  2. Ciao Nejua, mi fa molto piacere leggere questo articolo perché so che sto facendo le cose nel modo giusto. Anche io uso queste fasi per scrivere articoli e post, con solo una differenza: uso carta e penna per ricerche e bozza 😅. Mi piace proprio tanto! Grazie anche per il trucchetto di leggere al contrario, questo non lo sapevo. 😉

    1. Ciao Francesca! Mi fa piacere di sapere che anche tu applichi questo metodo. Il trucchetto di leggere le parole partendo dal fondo è un po’ noioso ma molto efficace! 😉

  3. Ciao Nejua. Come fai a buttare giù le idee in 30/40 minuti. Ho iniziato a scrivere la bozza del nuovo articolo e in un’ora ho scritto solo 550 parole 😞

    1. Certamente la pratica aiuta ma il punto è che quando butto giù i contenuti lascio semplicemente che le mie idee fluiscano senza ragionare. È la fase successiva, quella in cui vado a riflettere ed organizzare meglio il discorso, che mi porta a ragionare. Comunque 550 parole sono un buonissimo inizio. nella seconda fase vai ad ampliare un minimo i concetti scritti e vedrai che mentre rileggi ti vengono in mente ulteriori precisazioni e spunti che puoi offrire.Un articolo di mille parole è ottimo, quindi direi che non ci sei lontana! Inizia a sistemare quello che hai scritto e vedrai che già diventeranno magari 200 0 300 parole in più. Resta comunque importante concentrare la propria attenzione sul concetto che si vuole trasmettere e quindi al valore che si desidera includere, piuttosto che al numero esatto di parole. Il numero è un parametro che ti guida ma quello che conta è ciò che includi: offre o no una qualche trasformazione o valore a chi legge?! Se la risposta a questa domanda è sì…ben vengano 550 parole!

  4. Ok, grazie. Ora mi sento più tranquilla. Successivamente riesco ad ampliare il discorso ma non supero mai le 800 parole. Spero con l’esperienza di riuscire a diventare veloce come te 😉

Fammi una domanda o scrivimi cosa pensi dell'articolo!

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